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BROCHURE STORICA
Un'altra testimonianza più tarda nel Chronicon di Riccardo di San Germano che riferendosi ad avvenimenti dell'anno 1229 "….per Mefinum iter habetens cum..." . Queste due citazioni suggellano storicamente l'uso del termine MEFINO-MEFINEÌS. Da sottolineare ancora due note che confermano il toponimo e arrecano colore, come riportato da uno storico locale del '700 in un privilegio del 1229 il re Federico II concesse agli abitanti di Sessa Aurunca di poter condurre l'acqua da MEFINO! è già, il re detto anche "stupor mundi"  riuscì sicuramente a stupire noi di Roccae Mefino. In tarda epoca angioina in un documento del 1352 si concesse di effettuare una fiera annuale "hominibus castri sui Roccae Mifini de Provincia Terrae Laboris" ecco il sigillo reale e storico della nostra annuale sagra della castagna! Dal '600 appaiono inquadrate nell'araldica locale le sigle L.A.M.F. risolte in L( ocus ) A( rcis ) M( ontis )  F( inae)  una latinizzazione ipercorretta de Rocca Monfina.Oltre la storia dei nomi la storia dei nostri luoghi si è dipanata dopo la dominazione di Roma, da passaggi almeno è ragionevole ipotizzarli, dei Goti, dei Bizantini e dei Longobardi fino all'annessione nel IX secolo alla Corona Normanna. Il periodo angioino (1266-1442) vide l'istituzione del mercato settimanale e della già citata fiera annuale volute da Goffredo Marzano "signore di Roccamonfina,Grande Ammiraglio e fedele Consigliere della Corona" e fedele lo fu sicuramente in quanto difese a spada tratta, a Roccamonfina nel 1347,  la sua regina Giovanna I d'Angiò contro l'avanzata delle truppe di re Ludovico d'Ungheria L'epoca d'Aragona si caratterizza dall'assassinio di Marino Marzano che era coinvolto nella congiura dei Baroni contro il re Ferdinando I detto Don Ferrante avvenuta nel 1464 con successiva annessione del feudo alla corona di Napoli. Con vari passaggi "aragonesi" si arriva ad una illustre ospite Elena Aldobrandi o Aldobrandini, nipote di Papa Clemente VIII forte uomo di Chiesa e di Stato e grande mecenate ma macchiatosi delle tristi vicende di Giordano Bruno e Beatrice Cenci esempi di giustizia ingiusta, moglie di uno degli eredi del nostro feudo. Assunse il titolo di "signora" di Roccamonfina nel 1615, amò i nostri luoghi e vi soggiornò per un lungo periodo provvedendo ad abbellire il castello che ancora oggi è in bella fattezza osservabile dalla piazza centrale. Con Carlo III di Borbone nel 1734 la città assunse il titolo di "Terra Regia" conservato fino al 1806 quando il sistema feudale fu abolito da Giuseppe Bonaparte. La primissima fase storica dell'unità d'Italia (1861) vide le nostre terre tormentate da rivolte e brigantaggio soprattutto di elementi provenienti dai territori papali. Il Mandamento di Roccamonfina era un ottimo raccordo nonché luogo da predare tra il Monte Massico ed i Monti del Matese. Si distinsero la banda di Angelo Maccarone di oltre trenta elementi e quella dei fratelli Guerra. Le due Guerre Mondiali portarono la rovina che ha caratterizzato tutta l'Italia ed in questo ricongiungimento doloroso la storia di MEFINEÌS ritorna nell'alveo della storia nazionale
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI ESSENZIALI
Emilia Prata, Roccamonfina -  scheda
Paolo Poccetti, L'Italia dialettale vol. XLV
Paolo Poccetti, Documenti Oschi e Latini da Roccamonfina